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Hacked By Hell Gate Hacker Immunodeficienze Terapia delle immunodeficienze con immunoglobuline |
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Autore: Vincenzo Cordiano
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Ricevuto il 28-5-2006 Pubblicato il 31-5-2006
Riassunto
La principale conseguenza clinica dell'immunodeficienza è rappresentata dall'aumentata frequenza delle infezioni e della loro gravità. Nonostante i grandi progressi nella conoscenze delle cause genetiche della maggioranza delle IP, l'incapacità del medico di riconoscerle precocemente rimane il maggior ostacolo al trattamento ottimale dei bambini affetti da IP le quali, del resto, sono talmente rare che solo pochi medici avranno l'opportunità di osservare qualche caso durante la loro carriera. Uno degli aspetti più importanti della terapia medica è di permettere il più possibile l'integrazione nella società dei pazienti. Bambini e adulti con forme lievi di immunodeficienza dovrebbero essere incoraggiati a partecipare alle loro solite attività. La somministrazione delle immunoglobuline è divenuta oramai l'approccio standard al trattamento di numerose immunodeficienze combinate e umorali e per diverse malattie autoimmunitarie. Nelle immunodeficienze primitive la dose è solitamente 300-400 mg/kg per via endovenosa ogni 3-4 settimane. Negli ultimi tempi è stata proposta anche la via sottocutanea che sembra essere ugualmente efficace. Alle immunoglobuline si associano sempre gli antibiotici a dose profilattiche o terapeutiche ed un uso giudizioso delle vaccinazioni. In questo articolo sono discussi i principi della terapia medica con immunoglobuline e antibiotici.
Parole chiave
Immunodeficienza, immunoglobuline, antibiotici, cotrimossazolo, qualità di vita, vaccini, infezioni ricorrenti, anticorpi, deficit IgA, anafilassi, SCID Scarica articolo completo in formato PDF
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