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Autore: Vincenzo Cordiano
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Il rischio di linfoma di Hodgkin è ridotto dall'assunzione continuativa di aspirina?
Ricevuto il 01/06/2007; accettato il 10/06/2007
Riassunto
L’aspirina, gli altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli inibitori selettivi della ciclossigenasi 2 (COX-2) o coxib, sono farmaci ampiamente utilizzati come antinfiammatori, analgesici, antipiretici, inibitori dell'aggregazione piastrinica. Recenti evidenze confermano un'associazione positiva fra l'uso dell'aspirina e la riduzione del rischio di alcuni tipi di cancro. L'ipotesi prevalente è che questo effetto si esplichi attraverso l'inibizione delle ciclossigenasi (16), che sono prodotte in notevoli quantità nelle sedi di infezione .o infiammazione. Il linfoma di Hodgkin, è un cancro caratterizzato da una cronica e profonda disfunzione delle risposte immunitaria ed infiammatoria. Data la profonda alterazione della risposta infiammatoria ed immunitaria che accompagna il linfoma di Hodgkin, l'ipotesi suggestiva è che i farmaci antinfiammatori possono ostacolare l'inizio della malattia. Questa ipotesi è suffragata dal fatto che l'aspirina inattiva in modo specifico Nf-kB, fattore di trascrizione nucleare che è richiesto per la sopravvivenza delle cellule maligne nel linfoma di Hodgkin e che innesca una miriade di cascate di segnalazione nel sistema immunitario. In questo articolo passiamo in rassegna la letteratura medica, a dire il vero molto scarsa, sull’influenza che il consumo regolare di aspirina, il farmaco principe fra gli antinfiammatori, potrebbe avere sul rischio di sviluppare successivamente un linfoma di Hodgkin.
Parole chiave
linfoma di Hodgkin , aspirina, ciclossigenasi, Cox-2, rischio, prevenzione, FANS
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